Dato un vecchio Forte

Dato un vecchio Forte abbandonato da trent’anni e dato un budget limitatissimo è possibile pensare ad un riutilizzo museale?

La risposta naturalmente è si, se no non saremo qui a parlarne e non faremo questo mestiere.

Il Forte in questione è sito nel Comune di Gravere, vicino a Susa (TO). Era un forte militare abbandonato da una trentina d’anni ma in buono stato di conservazione perchè la Municipalità, venutane in possesso, rifece il tetto al fine di usarlo come deposito.

Come tutti i forti è in posizione dominante rispetto al paese sottostante e alla valle, ha struttura portante in pietra e, fortunatamente, non presenta segni di dissesto strutturale.

Lo spunto ad interessarsi del luogo è stato quello di trovare un luogo da proporre come museo della meteorologia in Val di Susa. I promotori dell’iniziativa ci hanno subito detto che il budget era limitato, molto limitato e ci hanno chiesto di pensare a come allestire e gestire un museo con un budget simile.

Da bravi architetti abbiamo cominciato a fare i conti e così abbiamo da subito notato che le grossi voci di spesa erano gli impianti di climatizzazione e le opere, serramenti e contromuri, per isolare l’edificio e permettervi un uso comfortevole da parte del pubblico. Il risultato è stato che quasi tutto il budget doveva utilizzarsi per queste voci, così che ci saremo ritrovati un edificio isolato, climatizzato ma senza pavimenti ne arredi ne fondi per l’allestimento.

Abbiamo contattato i proponenti e gli abbiamo comunicato che non si poteva fare con un budget simile.

Qualche giorno dopo sono partito per Venezia e una sera, poco prima di cena, ero dentro la Basilica di San Marco con mia moglie e si è svolto il dialogo che segue.

  • – Fa freddino qui dentro
  • – Bè si, ma più o meno c’è la temperatura di fuori, anzi d’estate è anche più fresco
  • – Non c’è il riscaldamento?
  • – No di certo, te li immagini i termosifoni sotto un dipinto del Tintoretto?
  • – E’ vero e poi è meravigliosa così e mica ci devi abitare qui dentro, come passeggi fuori passeggi qui dentro.

Dopo questa ultima frase di mia moglie sono uscito dalla Basilica ed ho telefonato ai proponenti dicendogli che sì certo che si poteva fare e che gli avrei spiegato tutto al mio ritorno.

Il fatto è che un museo del tipo “Museo della Meteorologia” non deve o, almeno, può non essere climatizzato, ne tantomeno l’edificio che lo ospita deve essere isolato. Sarà un luogo fresco d’estate e freddo d’inverno ma non più freddo dell’ambiente esterno da quale arrivi.

Eliminate dalla lista dei costi di ristrutturazione queste voci il budget è magicamente diventato un ottimo budget.

 

Il secondo passaggio che ha permesso di rendere quel luogo possibile con quelle risorse economiche è stata la scelta di pensare ad una gestione del museo “in remoto”.

Il costo di una gestione fisica è cospicuo e incide enormemente su un progetto del genere. Così abbiamo studiato un sistema in remoto, un sito online che gestisca l’accesso, i biglietti, il bookshop e le guide.

Il visitatore arriva davanti all’ingresso che trova sbarrato, si connette al sito dove invia una richiesta di accesso (gratuita?), subito il sistema gli invia un codice da digitare sulla tastiera posta all’ingresso. Digitato il codice la porta si apre e il visitatore può entrare. L’ingresso del pubblico attiva anche eventuali installazioni ed un sistema di telecamere di sicurezza anche se il visitatore è stato comunque identificato dal numero telefonico. All’interno del museo una serie di informazioni, guide ed installazioni potranno essere attivate tramite smartphone. All’uscita il visitatore potrà fare una donazione al museo, comprare una guida di approfondimento o dei gadget direttamente dal sito e riceverli a casa.

Il codice cambia ogni giorno e l’accesso è interdetto fuori dai normali orari di apertura di un museo. Il sistema è stato valutato in qualche migliaio di euro ed ha abbassato ulteriormente il costo di avvio del sito.

A questo punto il budget era sufficiente, siamo in attesa che tutto diventi realtà.

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